Il movente. Manca il movente che avrebbe spintoValter Lavitola, presunto mandante dell’attentato aSigfrido Ranucci, a promuovere il posizionamento della “gelatina da cava” davanti casa del conduttore diReport. A detta del faccendiere, come ha specificato ai magistrati, non ci sarebbe infatti motivo perché“Siamo amici fraterni”. E così, una volta emersa l’imprevedibile (forse neanche troppo) amicizia fra i due, gli interrogativi si rincorrono come un cane che si morde la coda.
Quale movente?Per scoprirlo di sicuro si ispezionano pen drive, hard disk, manoscritti e telefoni cellulari che sono stati sequestrati nelle due abitazioni di Lavitola dai carabinieri del Nucleo investigativo su disposizione dei magistrati antimafia.Si passano al vaglio le chat tra i due, così come quelle dell’imprenditore con il suofactotumcamerunense e tra quest’ultimo e i presunti esecutori materiali del colpo.
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Sullo sfondo, però, inizia a pesare l’esistenza di un programma politico ideato proprio dall’ex parlamentare socialista per Ranucci. Il conduttore del principale programma di inchieste sarebbe statoal centro di un sondaggio confezionato dal suo amico. E ad assicurarlo è lo stesso Lavitola indagato per strage.
Per i magistrati, un’unione tra il rilevamento di opinione politico e l’attentato dinamitardo, non sarebbe poi così improbabile. In sostanza, il già uomo di fiducia del berlusconismo e protagonista di varie vicende giudiziarie che hanno segnato il Paese,avrebbe spinto una candidatura del conduttore diReportnel centrosinistra. Ma Ranucci dice di averla presa a ridere, senza però riuscire a scoraggiarlo, considerando che, da quanto appreso,Lavitola avrebbe cercato di far vedere i sondaggi all’amico.
Dal canto suo,Ranucci più volte ha allontanato una sua possibile scesa in campo. Anche in un’intervista rilasciata alCorseradi oggi, il conduttore parla di “balle” e puntualizza che Lavitola “sapeva bene che non mi sarei candidato“. E sul motivo per il quale, l’imprenditore fosse interessato a una tale iniziativa, risponde che “forse cercava di accreditarsi verso altri“.
Ma Ranucci ci torna sopra e rimarca e ribadisce di non aver “ceduto a lusinghe di tutti gli schieramenti“, dal centrosinistra al centrodestra fino ai movimenti: “La mia risposta è la stessa data a Francesco Filini di Fratelli d’Italia in una circostanza.Non mi candido perché se mi eleggono mi tocca finire nella commissione di vigilanza Rai“.
Insomma, la vicenda è ancora del tutto avvolta nel mistero e circondata da ricostruzioni varie in merito al movente. Non si attende altro quindi che le indagini facciano il proprio corso. Ci sono anche sette pagine, appunti scritti di pungo da Lavitola nel materiale che gli inquirenti hanno acquisito nel corso della perquisizione. E così, mentre si attende la possibile calendarizzazione di una nuova audizione in procura di Ranucci dopo la svolta sul mandante, si attendono anche gli esiti dell’analisi del materiale sequestrato che potrebberoarrivare a risposte concrete o elementi utili alle indagini per circoscrivere il perimetro del movente.
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