Dopo 8 mesi di indagini,sono statiarrestati 4 indagati accusati dell’attentatosubito dal giornalista Sigfrido Ranuccilo scorso 16 ottobre. Secondo quanto emerso, un ordigno esplosivo era stato posto vicino alla sua macchina. Sia il conduttore che la sua famiglia erano in casa e per questo fortunatamente nessuno è stato ferito.
Ai quattro indagati vengono contestate le accuse di detenzione, porto in luogo pubblico e uso di ordigno esplosivo, minaccia e danneggiamento.Con l’aggravante delle modalità di tipo mafioso. Al momento 3 dei sospettati si trovano in carcere, mentre uno è agli arresti domiciliari. Subito dopo la notizia il giornalista aveva da subito ringraziato gli inquirenti e soprattutto il magistrato Carlo Villani per il lavoro svolto.
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In un’intervista aRepubblica, Ranucci confida di sentirsi “travolto” e cheaspettava “questo momento dal giorno dell’attentato, non avevo dubbi che arrivasse”. Anche in questa occasione il conduttore ha nuovamente portato in alto il lavoro dei carabinieri e del pm Villani che gli “aveva promesso di prenderli e l’ha fatto. La procura di Roma insieme con il nucleo dei Carabinieri hanno lavorato tantissimo, sono stati straordinari”.Inoltre, nel rispetto del segreto istruttorio, li ha“sempre sentiti al mio fianco”.
Sul fatto delle modalità mafiose Ranucci dichiara che “non è il mio compito” farsi un’idea, ma gli sembra chiaro “che ci siano altri livelli, ma per come hanno lavorato sono sicuro che li troveranno tutti e non lasceranno niente per scontato”. In merito alla Rai il giornalista ha specificato: “Se mi sono sentito solo in questi mesi non è stato certo per la Rai.Io dalla Rai non mi aspetto più niente”. Infine chiude l’intervista dicendo che “questa storia mi sembra che dimostri ancora una volta chec’è una parte di Stato che funziona, che tutela i suoi cittadini, che fa bene il proprio mestiere. Per fortuna”.
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