L’imprenditore ed ex giornalista-editoreValter Lavitolaè stato arrestato e portato in carcere. Per la procura di Roma è lui il mandante dell’attentato controSigfrido Ranucci, consumatosi nell’ottobre 2025 dinanzi la casa Pomezia del conduttore della trasmissione RaiReport, dove un ordigno artigianale è stato fatto deflagrare all’ingresso dell’abitazione danneggiando due auto. La misura cautelare è stata emessa dal gip capitolino nell’ambito dell’indagine della Procura, coordinata dal procuratoreFrancesco Lo Voi, in cui si contesta anche ilmetodo mafioso.
L’amicizia tra Lavitola e Ranucci e l’attentato
Una svolta d’eccezione, considerando laforte amicizia che lega Lavitola e Ranucci. Un rapporto fatto emergere dallo stesso conduttore quando le indagini si stavano orientando verso la figura del faccendiere pluripregiudicato e che ha suscitato polemiche e scalpore nell’ambiente politici e giornalistici nonché redazionali della Rai. Un dettaglio, quello della loro amicizia, infatti, che rende la vicenda ancor più delicata sicché intrigata.Tanto che indagini si sono ampliate anche sullo stesso rapporto tra i dueche, a detta del giornalista d’inchiesta, sarebbe nato nel 2018 quando Report aveva mandato in onda un servizio proprio su Lavitola. Da lì, sarebbe scattata un’intesa lavorativa, con l’imprenditore nei pani della fonte per il programma televisivo, poi trasformatosi in una relazione amichevole e familiare.
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O almeno fino alla sera del 16 ottobre 2025, quando sotto l’abitazione di Ranucci viene piazzato l’ordigno. L’esplosione non ha provocato vittime. E al centro della ricostruzione delle fasi dell’attentato è emerso esserciGomes Clasio Tavares, che l’imprenditore ha conosciuto nel 2015, durante una comune detenzione nel carcere di Secondigliano a Napoli. Il camerunense è stato individuato dagli inquirenti comecerniera tra Lavitola e il commando esecutore. Un gruppo formato da quattro presone, tutte di origine campane, alle quali spettava il compito di organizzare l’azione, raggiungere l’abitazione di Ranucci e collocare l’ordigno. Tavares, quindi, avrebbe gestito tutti i contatti.
Perché Lavitola è stato arrestato
La catena, per gli investigatori, appare precisa: Lavitola presunto mandante, Tavares intermediario e i quattro campani esecutori materiali. Ed ora, quindi, la domanda a cui si cerca risposta i pm è:qual è il movente dell’attentato contro Ranucci?Le risposte accavallatesi in questi mesi dell’entrata in campo del faccendiere sono state molteplici e di varia ampiezza, come una possibile presentazione in politica del conduttore quale volto della sinistra su cui l’imprenditore avrebbe puntato tanto da aver condotto sondaggi sulla popolarità del giornalista.
Lavitola, de resto, è un nome che da quasi due decenni attraversa alcune delle vicende giudiziarie più controverse del panorama italiano. Ex direttore ed editore dell’Avanti!, molto vicino a Silvio Berlusconi negli anni del suo ultimo governo, si articolava tra politica, affari e relazioni internazionali, stringendo rapporti soprattutto in America Latina. Un nome comparso infatti nelle indagini sui rapporti con l’allora presidente di Panama Ricardo Martinelli, nonché nell’inchiesta “compravendita dei senatori”, in cui avrebbe aiutato senatore Sergio De Gregorio ad indebolire e far cadere il secondo governo Prodi.
Il gip: “Lavitola lo ha fatto per popolarità”
Il gip di Roma segnala che l’attentato a Ranucci “è stato commissionato da Lavitola esclusivamente per accrescere la popolarità del giornalista e accelerare i suoi progetti in ambito politico. Se infatti lo scopo era quello di favorire l’ascesa politica del giornalista Ranucci ed evidentemente assicurarsi per sé un ruolo di primo piano nel nuovo scenario politico ipotizzato”. Secondo il gip questo attentato non avrebbe mai mirato davvero all’incolumità di Sigfrido Ranucci, ma era un atto puramente intimidatorio.
Secondo il gip Morrica non vi è alcun dubbio: “E’ certo che l’azione delittuosa era stata ideata da Lavitola. Lui conosceva lo stato dei luoghi e certamente aveva ricevuto da Ranucci in occasione dell’incontro del 7 settembre 2025 l’informazione relativa alla consueta presenza delle due autovetture di famiglia parcheggiate davanti al cancello. Ancora,è altresì certo che lo scopo perseguito da Lavitola non fosse quello di mettere in pericolo la incolumità del giornalista, circostanza che rende altamente ragionevole ritenere che egli non solo abbia mostrato al suo factotum i bersagli fisici dell’azione delittuosa, ma abbia anche dato istruzioni precise sull’entità e la gravità dell’azione che doveva essere compiuta”.
Inoltre il giudice giustifica l’arresto perché“vi è il concreto ed attuale pericolo che si dia alla fuga, atteso che le indagini hanno appurato che lo stesso ha interessi economici in Camerun dove potrebbe rifugiarsi evitando provvedimenti cautelari nei suoi confronti”.Gli inquirenti hanno, inoltre, accertato che dopo il sopralluogo all’estero della villetta di Pomezia,il 10 ottobre scorso, Lavitola è “partito per l’Argentina“, quindi la paura è che l’indagato possa fuggire il prima possibile.
Il gip esclude che Ranucci fosse al corrente
Dopo i dubbi sollevati in queste settimane, il gip evidenzia comeSigfrido Ranuccinon abbia alcun ruolo in questo attentato, se non quello di vittima. “Più volte Valter Lavitola ha commentato l’attentato dicendo che se era stato lui il mandante allora voleva dire che era d’accordo anche Ranucci, quando allo stato non è emerso alcun elemento per ritenere che il giornalista fosse d’accordo con Lavitola”,evidenzia il gip.
Poi nell’ordinanza scrive anche che“le risultanze acquisite inducono a ritenere che il giornalista sia stato vittima della manipolazione dell’indagato, in ragione, da un lato, della raffinata astuzia di quest’ultimo, dall’altro del profondo legame tra i due instauratosi tanto da indurre la persona offesa ad avere quella reazione di stupore e incredulità appena appresa la notizia dell’incriminazione dell’amico”.
A tal proposito il gip sottolinea cheValter Lavitolagià da due anni aveva intensione di“far candidare l’amico Sigfrido Ranucci alle elezioni politiche del 2027, con l’ambizione di riuscire a farlo diventare premier”. In particolare, in una chat Whatsapp del 29 luglio 2024,Ranucci inoltra a Lavitola le percentuali di share televisivi ottenute dal suo programma e Lavitola lo incalza dicendo che potrebbe essere giunto il momento di andare via dalla Rai.‘Sarebbe il momento di andarsene’,dice Lavitola, e Ranucci risponde‘Si’ … stanno facendo di tutto per mandarmi via‘. Subito dopoLavitolareplica che‘una tale eventualità poteva avere solo riflessi positivi in quanto gli avrebbe garantito una cospicua buonuscita economica per poi fare il presidente dopo due anni, cioé alle prossime elezioni politiche. Secondo il gipLavitola pare sia stato anche un abile manipolatore, tanto da far credere a Ranucci che tra di loro ci fosse una vera e sincera amicizia.
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