Attacco hacker a La Sapienza, tecnici già a lavoro ma sistemi ancora bloccati

Il cyber attacco ha costretto l’università a bloccare i sistemi di reti in via precauzione. Già attivati i tecnici, ma gli studenti non possono ancora accedere ai servizi online

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L’infrastruttura informatica dell’università La Sapienza, la prima università della capitale e una delle più antiche del mondo, è stata oggetto nelle scorse ore di un grave attacco informatico. Dalle prime luci dell’alba, il sito dell’ateneo romano risulta irraggiungibile, così come il portale didattico Infostud, utilizzato dagli studenti iscritti ai vari corsi di laurea per prenotare esami, reperire certificati e in generale gestire i vari aspetti della carriera accademica.

La motivazione dietro l’oscuramento è un precauzionale blocco di tutti i sistemi di rete, disposto al fine di preservare l’integrità e la sicurezza dei dati. Lo ha riferito questa mattina, in un messaggio indirizzato all’intera comunità accademica, Leonardo Querzoni, Prorettore alle Tecnologie digitali e alla Cybersecurity dell’università.

Anche Udu (Unione degli universitari) ha raccontato di aver ricevuto, fin dalle prime ore di questa mattina, diversi segnalazioni di studenti e studentesse che lamentano un malfunzionamento ai sistemi dell’ateneo, in particolare per quanto riguarda l’accesso a Infostud. Disagi che arrivano in un momento critico per molti giovani, ovvero le ultime cruciali settimane di esami della sessione invernale, con il secondo semestre pronto a partire.

Tecnici già attivati e al lavoro a La Sapienza

Come riferisce l’università, una task force è stata prontamente attivata e, in queste ore, è già al lavoro per analizzare l’estensione dell’incidente, isolare la minaccia ed avviare le procedure per il ripristino dei servizi essenziali. I tecnici sono coadiuvati, nella loro delicata azione, dal prezioso supporto degli esperti dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN).

L’ateneo chiede però agli studenti e alle studentesse di avere pazienza, informando che il ritorno dei sistemi informatici a pieno regime richiederà sicuramente del tempo, anche considerato il gran numero di servizi informativi compromessi dal cyber attacco. Fondamentale, nell’intervento di bonifica in atto, sarà fare affidamento sui sistemi di backup, fortunatamente non interessati dall’azione degli hacker.

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