Otto anni di reclusione per Franco Vacchina,assoluzione piena per Davide Bertello. Si è concluso con una sentenza che ridimensiona l’impianto accusatorio il processo con rito abbreviato per il drammaticoincidente avvenuto l’11 dicembre scorso sull’autostrada Asti-Cuneo (A33), nel qualeperse la vita la ventenne Matilde Baldie rimase gravemente ferita la madre, Elvia Pia.
La decisione è stata pronunciata dal giudice del Tribunale di Asti, Matteo Bertelli Motta, che ha accolto solo in parte le richieste formulate dalla pubblico ministero Sara Paterno.L’accusa aveva chiesto una condanna a dieci anni di carcere per Vacchina e cinque anni per Bertello, sostenendo che i due stessero partecipando a una gara di velocità a bordo delle rispettive Porsche.
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I rilievi dell’incidente
Il tribunale, però, non ha ritenuto provata questa ricostruzione.I giudici hanno infatti escluso l’ipotesi della sfida tra le due auto sportive,elemento centrale dell’accusa, assolvendo completamente Bertello, che rispondeva anche dell’accusa di omissione di soccorso.
Resta invece accertata laresponsabilità di Vacchina per il violento impatto costato la vita alla giovane.Secondo quanto emerso nel procedimento, la Porsche guidata dall’imputato procedeva a oltre 200 chilometri orari quando ha tamponato la Fiat 500 sulla quale viaggiavano Matilde Baldi e la madre, che stava procedendo a una velocità di circa 70 chilometri orari.
L’urto fu devastante.La ventenne riportò gravissime lesioni e morì dopo cinque giorni di ricovero all’ospedale di Alessandria.La madre, rimasta anch’essa coinvolta nello schianto, riportò ferite molto gravi, ma riuscì a sopravvivere.
La sentenza definitiva
La sentenza segna così un punto fermo sul piano giudiziario, purridisegnando la dinamica ipotizzata nella fase delle indagini.Se da un lato viene riconosciuta la responsabilità del conducente della Porsche che materialmente provocò l’incidente, dall’altro cade l’accusa secondo cui quella sera fosse in corso una gara clandestina tra le due vetture ad alte prestazioni.
Resta il dramma diuna famiglia segnata da una tragedia che aveva suscitato profonda emozionee riportato l’attenzione sui rischi dell’alta velocità sulle autostrade italiane, soprattutto quando vengono raggiunte andature incompatibili con la sicurezza della circolazione.
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