consorzio arcale

Arezzo, bimbo morto all’asilo: 6 donne accusate di omicidio colposo

La Procura di Arezzo ha chiuso le indagini sulla morte di Leo Ricci. Risultano 6 le persone indagate per presunte carenze nella sicurezza e nella vigilanza

3 Min di lettura

Sono 6 le donne informate dall’avviso di conclusione delle indagini preliminari nell’inchiesta sulla morte di Leo Ricci, il bambino di 2 anni e 5 mesi deceduto il 12 settembre 2025 all’interno del giardino dell’asilo nido “Ambarabà Ciccì Coccò” di Soci, in provincia di Arezzo. A tutte le indagate, a vario titolo, viene contestato il reato di omicidio colposo.

Secondo quanto riportato anche da Adnkronos, l’ipotesi formulata dalla Procura di Arezzo, rappresentata dal procuratore capo Gianfederica Dito e dal sostituto procuratore Angela Masiello, alla base dell’incidente potrebbero esserci state criticità legate alla sicurezza dell’area esterna e alla sorveglianza dei bambini. Leo si trovava nel cosiddetto “boschetto” didattico quando il cappuccio del suo giubbotto sarebbe rimasto impigliato a un ramo. La pressione esercitata sul collo avrebbe provocato l’asfissia. Il bambino sarebbe rimasto senza essere visto per alcuni minuti, prima che il personale si accorgesse di quanto accaduto.

Le responsabilità contestate alle donne

Tra le persone indagate c’è la legale rappresentante e presidente del consiglio di amministrazione della cooperativa che gestiva il nido per conto del Comune di Bibbiena. La Procura di Arezzo contesta, tra gli altri aspetti, una presunta insufficiente valutazione dei rischi presenti nel giardino. Nel Documento di valutazione dei rischi, secondo l’accusa, non sarebbero state adeguatamente evidenziate le possibili criticità legate alla presenza di alberi e rami nell’area utilizzata dai bambini.

È indagata anche la responsabile e coordinatrice della struttura, indicata dagli inquirenti come figura con compiti di sicurezza. Nei suoi confronti vengono esaminate la gestione dell’area del “boschetto”, la manutenzione e la vigilanza sul lavoro del personale educativo e assistenziale. Inoltre, nell’inchiesta ci sarebbero anche 3 educatrici della sezione dei “Tigrotti”, frequentata da Leo, alle quali viene contestata una presunta insufficiente sorveglianza dei bambini durante la permanenza in giardino. La sesta indagata è invece un’assistente che quel giorno era in servizio nella struttura.

Gli accertamenti e i prossimi passaggi ad Arezzo

Dopo la tragedia avvenuta in provincia di Arezzo, il giardino dell’asilo era stato sottoposto a sequestro per consentire lo svolgimento degli accertamenti. L’arbusto coinvolto nell’incidente è stato successivamente rimosso nell’ambito degli interventi di messa in sicurezza effettuati prima della riapertura del nido, anche sulla base delle indicazioni fornite dall’Asl. Gli interventi sull’area rappresentano uno degli elementi della ricostruzione complessiva che dovrà essere valutata nel corso del procedimento.

La conclusione delle indagini preliminari non equivale a una dichiarazione di responsabilità. Le 6 donne indagate, tutte assistite dai propri difensori, potranno presentare memorie, produrre documentazione e chiedere di essere ascoltate dagli inquirenti. I familiari di Leo, assistiti dall’avvocata Francesca Molino, si sono costituiti parte civile. Sarà ora il percorso giudiziario a dover stabilire se nella vicenda ci siano state condotte colpose penalmente rilevanti o se la morte del bambino sia stata una tragica fatalità.

© Riproduzione riservata

TAGGED:
Condividi questo Articolo