Un caso che scuote l’Italia e getta un’ombra inquietante sul mondo dell’assistenza sanitaria.Un giovane autista di ambulanze, impiegato nei servizi di trasporto pazienti, è stato arrestato con l’accusa di aver provocato la morte di sei anzianidurante i trasferimenti tra strutture sanitarie nel Forlivese.
Luca Spada, di 27 anni, secondo gli inquirenti avrebbe agito in modo deliberato, somministrando iniezioni d’aria ai pazienti durante il tragitto.Una pratica invisibile e difficilmente rilevabile, ma letale: l’embolia gassosa provoca infatti un arresto improvviso, spesso attribuito inizialmente alle condizioni già fragili delle vittime.
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Le accuse e le indagini
A far emergere il quadro accusatorio sono state soprattutto le intercettazioni telefoniche. Frasi agghiaccianti, pronunciate con disarmante freddezza, avrebbero convinto gli investigatori della pericolosità dell’indagato:“Quei vecchietti soffrivano troppo… giusto che vadano davanti a Dio” o “Mi è piaciuto, lo rifarò”.
Parole che, secondo gli inquirenti, delineano un quadro psicologico disturbante e che hanno rafforzato il timore di una possibile reiterazione dei reati.Le vittime, tutte persone anziane e in condizioni di salute precarie, sono morte nel corso del 2025 durante trasferimenti sanitari. Il caso decisivo riguarda una donna di 85 anni: l’autopsia ha evidenziato come causa del decesso proprio un’embolia provocata artificialmente, aprendo così la strada all’inchiesta.
Il possibile movente
Sul movente restano ancora molti interrogativi, un quadro ovviamente tutto ancora da chiarire.Gli investigatori non escludono che l’uomo si fosse costruito una sorta di giustificazione morale, vedendo i suoi gesti come una forma distorta di pietà.Ma accanto a questa ipotesi si fa strada anche quella di un impulso più oscuro, legato al bisogno di controllo o a una vera e propria crudeltà.
A rendere il profilo ancora più inquietante contribuiscono alcuni elementi emersi durante le indagini:il giovane avrebbe mostrato un interesse particolare per il mondo funerario, collaborando occasionalmente con un’agenzia e manifestando curiosità per la gestione dei corpi.L’arresto è stato eseguito dai carabinieri, con il supporto dei NAS, al termine di accertamenti approfonditi che hanno incluso analisi su strumenti sanitari e verifiche nelle strutture coinvolte.
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