“Ti infilavano il tampone in una narice, se erano stron*i anche nell’altra, se erano ancora più stron*i in bocca, se invece ti chiamavi Zorzi, nel culo“, questo il registro usato dall’artista per far ridere. Nella sua lunga carriera da comico i bersagli sono state categorie che oggi godono di un maggiore rispetto, tra queste gli omosessuali, le donne e gli stranieri.
Andrea Pucci era stato scelto da Carlo Conti come co-conduttore di Sanremo per la terza serata del festival. Questa scelta di proporlo come co-conduttore ha prodotto forme di indignazione nel variegato mondo del web. In poche ore i social sono stati tempestati di frasi ed espressioni, ma anche immagini di “satira” usate dall’artista in questi anni: nel mirino Elly Schlein e vari personaggi dichiaratamente omossessuali, tra questi Tommaso Zorzi, e poi gli immigrati africani. Al riguardo Selvaggia Lucarelli, all’annuncio che Andrea Pucci avrebbe co-condotto una serata del Festival , ha ripubblicato alcune vecchie stories del comico.
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Quindi Meloni è scesa in campo per difendere l’autore, tra le altre cose, di bodyshaming becero e volgare nei confronti di una sua avversaria politica a sinistra. Bodyshaming che per giunta non è inserito in uno show “satirico” ma è semplicemente robaccia vomitata sui social dal… https://t.co/FBvq0F2pnB pic.twitter.com/aV8hyPebLR
— Selvaggia Lucarelli (@stanzaselvaggia) February 8, 2026
Quella del Festival è la trasmissione tipo che crea dibattito nel web, e la polemica è il carburante che accompagna l’intera kermesse canora. I vertici Rai ed il direttore artistico conoscevano bene un contesto che aveva visto altre volte dure polemiche sulla partecipazione dei comici, tra le ultime quelle di Checco Zalone e Angelo Duro. Facile prevedere che il web avrebbe riservato lo stesso trattamento anche ad Andrea Pucci, in un rituale che passa in rassegna la vita della persona: insulti, disapprovazioni, battute e presunte offese. Non previdibile, invece, che il comico decidesse di fare un passo indietro.
Andrea Pucci, comico o martire?
Non erano trascorsi neanche trenta minuti dall’annucio, che già la rinuncia era diventata argomento di dibattito politico. La prima a prendere posizione è stata Giorgia Meloni che attraverso un tweet ha puntato il dito su una sinistra illiberale che non accetta la satira, se non quella a loro amica. Questa mattina il Presidente del Consiglio ha rilasciato un’intervista al Corriere parlando di doppiopesismo, tanto la vicenda le sta a cuore.
Anche il Presidente del Senato La Russa ha espresso la sua posizione e lo ha fatto chiamando personalmente Andrea Pucci per convincerlo a cambiare idea. Insomma, la questione è diventata ben presto politica, con una sinistra silente ed una destra pronta ad insorgere, sottolineando il diritto di satira. In tutto ciò Andrea Pucci finisce con il diventare un ‘martire della destra’, come sottolineato nel web. Anche la Rai ha manifestato con un comunicato la delusione per l’esito della polemica che ha portato alla rinuncia del comico.
Rai sul caso Pucci: “Forma di censura“
“Questa forma di censura nei confronti di un artista attraverso la diffusione di odio e pregiudizio dovrebbe preoccupare chiunque lavori nel mondo dello spettacolo“, così la Rai in un comunicato per commentare il caso Pucci. Ma nel momento in cui è il comico stesso ad aver deciso di fare un passo indietro, dov’è la censura?
Ciò che si critica alla sinistra sono gli insulti rivolti al comico, ma nella realtà si tratterebbe di posizioni prese da singoli sul web. Va però detto che ogni decisione presa su questo festival è oggetto di polemica e dunque Andrea Pucci non è il solo ad essere criticato. Basti pensare a Laura Pausini: da quando è stata annunciata come co-conduttrice è stata tempestata di critiche, ma nonostante ciò ha deciso di ignorarle e di salire lo stesso su quel palco a fine febbraio.
Andrea Pucci non regge la critica web e rinuncia al Festival
Ed il punto è proprio questo: perché Andrea Pucci non è riuscito ad andare oltre quelle critiche e quegli insulti portando la sua comicità al festival? Angelo Duro nel 2023 è stato chiamato da Amadeus. Ha ricevuto critiche prima, durante e dopo, ma nonostante ciò ha tenuto il suo show a Sanremo e sebbene non sia stato apprezzato, non si è fatto intimorire dal mondo del web.
In un periodo storico sociale in cui chiunque sui social crede di godere di impunità e si esprime come crede, potremmo essere tutti vittime di critiche, anche ingiuste, ma bisogna metabolizzarle soprattutto se si fa il comico di mestiere. Andrea Pucci, se davvero riteneva di essere lontano da ciò che gli è stato contestato, poteva arrivare sul palco e dimostrare come la sua comicità si sia rinnovata nel tempo. Questo passo indietro sa di mea culpa e porta ad una riflessione: in gioco non c’è la politica, ma la capacità di un artista di stare al passo con i tempi di società che naturalmente si evolvono.
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