Andrea Prospero a 19 anni si è tolto la vita assumendo un mix di farmaci letali.Emiliano Volpe, sul webVelenmo, è accusato di istigazione al suicidio,attraverso attività di cyberbullismo, sarebbe stato lui a spingere il giovane al gesto estremo.
Il gip di Perugia accoglierà in tribunale il giovane perché “appaiono evidenti le sue colpe“, ma al padre del giovane Andrea ciò non basta, in quanto ritiene che ci sono altri ragazzi coinvolti in queta storia che meriterebbero di andare a processo.
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Andrea Prospero, accusa ad Emiliano Volpe con “prove evidenti”
Secondo il giudice delle indagini preliminari Margherita Amodeo: “La prova appare evidente, l’imputato è stato interrogato sui fatti dai quali emerge l’evidenza della prova”. Per questoEmanuele Volpe andrà a processo con rito immediato, accusato di istigazione al suicidio nei confronti di Andrea Posperoche si è tolto la vita lo scorso gennaio in diretta web.
Al momentoVolpe si trova agli arresti domiciliarie l’8 ottobre dovrà comparire al tribunale di Perugia. Nonostante ciò, igenitori del giovane suicida non sono soddisfatti perché alla famosa chat Telegram hanno partecipato anche altri ragazzie, proprio attraverso quella chat, venivano venduti i medicinali con cui Andrea si è tolto la vita.
Andrea Prospero, suo padre chiede giustizia
Michele Prospero, padre di Andrea, è deluso dalla decisione: “Come è possibile che non abbiano mandato a giudizio anche quel Thomas Burberry, quell’altro ragazzo che nella chat ha assistito all’ultima conversazione con mio figlio, addirittura chiedendosi se era il caso di mandare un’ambulanza? O quell’altro che invece ha venduto a mio figlio il farmaco che lo ha ucciso? Non è possibile che la polizia non abbia identificato chi si cela dietro quei nickname e non capisco neanche perché l’unico imputato non sia in carcere visto che è pure evaso dai domiciliari”.
Francesco Mangano, avvocato della famigliaProsperoha spiegato meglio: “Ci si riferisce ad un episodio avvenuto il 16 giugno quando Emanuele Volpe, il 18enne romano che ha istigato Prospero a togliersi la vita, si è allontanato dalla casa di famiglia dove era ai domiciliari sostenendo che non riusciva più a sopportare i genitori. Nonostante ciò la Procura non ha richiesto un aggravio della misura autorizzando il domicilio forzato presso l’abitazione del fratello”.
Così i familiari diAndrea Prosperosi costituiranno parte civile nel processo a carico di Emanuele Volpe “per avere giustizia ma anche per tentare di far luce su alcuni punti ancora avvolti dal mistero”.
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