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Anac, corruzione più insidiosa: ‘Punta a riscrivere le regole’

L'Autorità anticorruzione evidenzia l'importanza che l'Unione Europea continui a seguire una direzione chiara, dimostrando maturità e consapevolezza. L'UE non dovrebbe limitarsi a essere un'area di collaborazione economica, ma deve rappresentare anche un baluardo per la protezione dei diritti e delle libertà fondamentali

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Ieri come oggi, lacorruzionecontinua adistruggere risorse,vanificare gli sforzi,minacciare la sicurezzae, in alcuni casi, provocare laperdita di vite umane. Allo stesso tempo, erode lentamente le basi stesse della convivenza civile“. Con queste parole,Giuseppe Busia, presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione(Anac), ha dato avvio alla suarelazione annualeal Parlamento, presentata oggi alla Camera dei Deputati alla presenza del Presidente della Repubblica,Sergio Mattarella.

Busia ha evidenziato come la corruzione sia un fenomeno che nel tempo si è fatto semprepiù subdolo e difficile da identificare, insinuandosi in ogni ambito dellavita pubblica. Non si limita più alle tradizionali tangenti, ma si manifesta attraverso una serie dicomportamenti insidiosi: dalleconsulenze fittizieallesponsorizzazioni poco trasparenti, daiconcorsi alteratiallasottrazione fraudolenta di fondi dell’Unione Europea, un fenomeno che, secondo i dati riportati dalla Procura Europea, èaumentato del 35%solo lo scorso anno. In certi casi, questo fenomeno arriva persino a coinvolgere i livelli più alti delle istituzioni. Non si limita a infrangere le regole, mapunta a riscriverle per piegarle a interessi privati,compromettendocosì l’essenza stessa dellasovranità pubblica.

Corruzione, gdf
Anac, la corruzione diventa più insidiosa

Relazione Anac sulla corruzione: “È necessario mantenere unsistema di garanzie in linea con gli standard europei

Riguardo al fenomeno della corruzione, Anac ha evidenziato lelacunenei sistemi di protezione che sarebbero emerse con l’abrogazione del reato di abuso d’ufficioe la contemporaneariduzione delle sanzioniper il traffico di influenze illecite. Per bilanciare il passo indietro del diritto penale, sarebbe stato necessario almenorafforzare le garanzie amministrative, ma, purtroppo, è accaduto il contrario, come sottolineato nella Relazione annuale al Parlamento.

Secondo l’Autorità, diverse modifiche hannoeliminato i vincoliper il passaggio diretto dalle cariche politiche a quelle nelle società partecipate e nei vertici amministrativi,sia a livello locale che regionale, aumentando il rischio di favorire la creazione di nuove società partecipate non orientate all’interesse pubblico. Inoltre, condecisioni disomogenee, è stataindebolita la normativa sulle incompatibilità post-incaricoper i dipendenti pubblici, noto comedivieto di pantouflage.

Ciò richiederebbe, secondo Anac, unintervento decisoper garantirne l’effettiva applicabilità, in particolare nei confronti deigruppi societari più influenti. Anac precisa che non auspica un inasprimento generalizzato di divieti e limiti. In alcuni casi, infatti, ha richiestodisposizioni più flessibili e sanzioni più proporzionate. È necessario, tuttavia, mantenere unsistema di garanzie in linea con gli standard europei, all’interno di un quadro unitario e solido. A tal fine, si spera che il recepimento della Direttiva anti corruzione possa essere un’opportunitàper rivedere almeno alcune dellescelte normative effettuate finora.

Anac, corruzione: “L’Unione Europea deve mantenere la propria rotta, restando luogo di tutela dei diritti e delle libertà fondamentali

Alcune decisioni del governo statunitense, come latemporanea sospensionedella legge sulle pratiche di corruzione estere (Foreign Corrupt Practices Act), rappresentano unsegnale preoccupante di arretramento. Questo è quanto emerge dalla Relazione annuale dell’Anac riguardo al fenomeno della corruzione. Di fronte a queste sfide, l’Autorità anticorruzione sottolinea come siaessenziale che l’Unione Europea mantenga la propria rotta, dimostrandosi matura e consapevole. Non deve essere solo uno spazio di cooperazione economica, ma unluogo di tutela dei diritti e delle libertà fondamentali.

Unpasso importantein questa direzione è stato compiuto il26 marzo 2026, con l’approvazione da parte del Parlamento Europeo dellanuova Direttiva anticorruzione, ora in attesa del voto del Consiglio, auspicato in tempi rapidi, così come il suo recepimento nei Paesi membri. Sebbene il testo finale risulti meno ambizioso rispetto alla versione iniziale, essorappresentacomunqueuna solida garanzia contro le numerose tentazioni di regressioneda parte degli Stati membri. Inoltre, costituisce uno strumento significativo non solo perpromuovere una concorrenza lealee attrarre investimenti internazionali, ma anche per riaffermare l’integrità come valore imprescindibilee pilastro fondamentaledelle democrazie europee, ostacolando la corruzione.

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