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Tragedia Alpi Cuneesi, valanga travolge 4 escursionisti: un morto e due feriti gravi

Il distacco della slavina di grandi dimensioni è avvenuto nei pressi del bivacco Bonelli, in alta Valle Maira. La quarta persona rimasta coinvolta avrebbe riportato solo lievi contusioni

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Una nuova valanga macchia di sangue le cime italiane in un anno appena iniziato. Dopo la drammatica morte dello scialpinista sulle Piccole Dolomiti sul Vajo Gabene, un’altra slavina si è resa artefice del decesso di altri escursionisti. Questa volta, la valanga di grosse dimensioni si è staccata in alta valle Maira, nel comune di Acceglio, nella provincia di Cuneo, nell’area del bivacco Bonelli a oltre 2300 metri di quota.

L’ennesima tragedia nell’ambito delle escursioni in montagna che bolla ancora una volta l’importanza delle precauzioni e della cautela soprattutto quando si esce su percorsi a rischio. Il bilancio nel Cuneese è a dir poco sconvolgente. Dalle prime informazioni in corso di accertamento, si parla di almeno quattro escursionisti rimasti travolti dalla massa di neve e tra queste ci sarebbe una vittima.

Per il momento, altre due persone che è stato possibile soccorrere e recuperare verserebbero in condizioni però gravi. Mentre sarebbero state riscontrate solo lievi contusioni per il quarto tratto in salvo. L’allarme che ha raggiunto i centralini del numero unico d’emergenza è scattato poco dopo le 13. Sul posto stanno intervenendo, con il sorvolo di elicotteri, il Soccorso alpino insieme al personale del 118 e ai Vigili del fuoco e della Guardia di Finanza.

L’area compresa tra il lago Apzoi e il vallone del Vallonasso, è una zona particolarmente nota per essere spesso colpita da vento forte. Dettaglio che ha reso complesse le operazioni di soccorso.

Come accaduto, sempre questa mattina, in valle Varaita, adiacente alla valle Maira, sempre nel Cuneese, dove l’elicottero dei caschi gialli è già stato chiamato ad intervenire per liberare due scialpinisti di origine francese, rimasti bloccati all’interno di un bivacco a circa 2648 metri di altitudine proprio a causa del forte vento che aveva accumulato la neve contro la porta della struttura, impedendone l’uscita.

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