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Alex Marangon, ‘morto durante rito sciamanico per crisi psicotica’: tutti i partecipanti positivi all’ayahuasca

L’ipotesi al momento più accreditata dalla Procura è quella di una violenta crisi psicotica, dovuta ad un mix di cocaina e ayhauasca, che avrebbe portato la vittima a lanciarsi nel vuoto dalla terrazza dell’abbazia

3 Min di lettura

Un mix fatale in grado di far perdere la ragione. E’ questo quello che sarebbe accaduto adAlex Marangon, il 25enne di Marcon (Venezia) trovato senza vita il 2 luglio 2024 sul greto del Piave. Da allora, si è parlato diun probabile “rito di purificazione” sul quale stanno emergendo sempre più dettagli. L’ultimo particolare delineerebbe un ulteriore scenario che potrebbe far luce sulle cause della morte di Marangon.

Secondo quanto emerso, questo nuovo indizio arriva dalla perizia tossicologica richiesta dalla Procura di Treviso sui capelli di 17 partecipanti al “rito”. I risultati di tale esame darebbero una risposta chiara su cosa potrebbe essere successo nella notte tra il 30 e il 29 giugno:tutti i partecipanti avrebbero assunto l’ayahuasca, una bevanda di erbe amazzoniche che ha potenti effetti psicotici. 16 di quest’ultimi sarebbero positivi al Dmt e alle beta-carboline, che aumenterebbero gli effetti della bevanda. Inoltre,sette dei partecipanti sono anche risultati positivi anche alla cocaina.

Alex Marangon, cosa può essere successo?

Dopo questi nuovi elementi, l’ipotesi al momento prevalente è quella cheMarangon sarebbe morto dopo una violenta crisi psicoticadovuta proprio a questo “mix” di cocaina e ayahuascache lo avrebbe portato a lanciarsi dalla terrazza dell’abbaziache si affaccia sulla riva del Piave, la caduta è stata da 15 metri d’altezza.

Inoltre, prima di questi nuovi elementi c’era stata già una svolta nelle indagini, ovvero che sonoindagate cinque persone con l’ipotesi di morte in conseguenza di altro reato e cessione di droghe. I cinque soggetti in questione sono Andrea Zuin che sarebbe l’organizzatore del “rito”, la sua compagna Tatiana Marchetto, e due “curatori” colombiani, Jhonni Benavides e Sebastian Castillo. Infine, anche la moglie del proprietario dell’abbazia, Alexa De Secco, figura tra i nomi delle persone indagate.

Alex Marangon, la lotta della famiglia

La famiglia della vittima però continua a lottare per far aprire un’indagine che segua la pista dell’omicidio. Secondo quanto riportaVenezia Today,sarebbe pronta una relazione del consulente medico-legale che solleva dubbi su presunte ferite “anomale”, ovvero una lesione all’occhio sinistro e una al costato che, per i legali, non sarebbero compatibili con la caduta, ma con un violento pestaggio avvenuto prima della tragedia. Per la Procura però, al momento l’ipotesi più accreditata è quella di una crisi psicotica.

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