Una telecamera installata anni fa per monitorare il sonno di un neonato si è trasformata, col passare del tempo, in una complessa e delicata vicenda giudiziaria che ha coinvolto il cantautore romano Alex Britti.
Il dispositivo, inizialmente pensato come strumento di sicurezza domestica, è diventato l’elemento chiave di un’accusa di violazione della privacy, fino ad arrivare ad oggi, con una condanna pronunciata dal tribunale di Roma.
Leggi Anche
Al centro del caso c’è l’ex compagna dell’artista, N. P., madre del figlio nato dalla loro relazione. Secondo quanto emerso durante il processo, la donna avrebbe continuato ad accedere da remoto alla baby-cam installata nella casa di Britti, anche dopo la fine della loro convivenza avvenuta nel 2019. L’apparecchio, rimasto attivo e collegato a internet, era ancora accessibile tramite le credenziali originarie.
Nel maggio 2022, tre anni dopo la separazione, N. P. si sarebbe collegata nuovamente al dispositivo per raccogliere immagini e informazioni sulla vita privata del cantautore, con l’obiettivo di ottenere l’affidamento esclusivo del figlio.
Alex Britti, cos’era successo
La baby-cam era stata installata quando la coppia viveva ancora insieme, con l’obiettivo di sorvegliare il figlio, nato nel 2017. Dopo la separazione avvenuta nel 2019, il dispositivo pare sia rimasto attivo e accessibile tramite le vecchie credenziali. Nel maggio 2022 N. P. si sarebbe collegata da remoto alla telecamera, cercando di raccogliere prove sulla vita privata di Britti, in particolare sulla presenza di una nuova compagna.
L’intento, secondo l’accusa, era quello di ottenere l’affidamento esclusivo del figlio, sostenendo che la nuova relazione del cantautore potesse influire negativamente sulla gestione del bambino. Le immagini acquisite illegalmente sono state al centro del procedimento giudiziario.
Alex Britti, la condanna all’ex compagna
Il tribunale oggi ha condannato N. P. a sei mesi di reclusione per interferenze illecite nella vita privata, riconoscendo Alex Britti come parte civile, rappresentato dagli avvocati Gianluca Tognozzi e Alessia Casinelli. Inoltre è stato disposto un risarcimento di 6000 euro in favore del cantautore.
© Riproduzione riservata


