“Non è un processo alla persona del vescovo né un giudizio sommario sulla comunità”, ma “una verifica fraterna che coinvolge l’intera diocesi”. Così, la diocesi di Alessandria motiva la visita apostolica in corso, in una nota diffusa dall’Ufficio comunicazioni sociali, diretto da Enzo Governale, portavoce del vescovo.
La diocesi di Alessandria si mostra tranquilla riguardo la visita apostolica degli ultimi giorni ancora in corso. In sostanza, infatti, si tratta di un’ispezione ordinata personalmente da Papa Leone XIV e portata avanti dal cardinale Giuseppe Bertello. La circoscrizione ecclesiastica della città piemontese è diretta da 14 anni dal vescovo Guido Gallese, ovvero colui al momento al centro delle indiscrezioni.
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Sulle colonne di La Stampa, che ha lanciato la notizia, si specifica che i motivi dell’ispezione non hanno a che fare con la Tesla guidata da Gallese, né con la sua passione per il kitesurf, disciplina per la quale si dice si alleni persino in Sudamerica.
I motivi dell’ispezione alla diocesi di Alessandria
Secondo quanto riportato, inoltre, sembra che negli anni in Vaticano si sia aperto un dossier sul vescovo, alimentato da lettere e denunce di persone che non apprezzano l’operato di sua eccellenza. Al centro dell’ispezione ci sarebbe in particolare la verifica dei conti, con riferimento specifico ad alcune operazioni considerate rilevanti.
Tra queste, l’attuale alloggio del vescovo, ricavato nello storico convento dei frati cappuccini, e il Collegio Santa Chiara, struttura che oggi ospita studenti universitari a pagamento. Sembra che da tempo la diocesi non renda pubblici i propri bilanci, circostanza che ha contribuito ad alimentare domande e richieste di chiarimento.
La diocesi di Alessandria afferma di agire alla luce del sole
La diocesi alessandrina ha accolto la visita con piena trasparenza, anche per quanto riguarda gli aspetti amministrativi ed economici. La gestione è stata condotta in modo aperto e basata su solide collaborazioni con lo Stato e la Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria. Una disponibilità evidenziata anche dallo stesso comunicato diffuso, che sottolinea difatti anche il senso di responsabilità, riconoscendo come le azioni possano comportare critiche ed errori.
Da parte sua, la diocesi afferma di non temere il confronto, convinta che solo attraverso la verità e l’ascolto reciproco si possa rafforzare il servizio alla comunità. Nei prossimi giorni, la visita prevede incontri con sacerdoti, collaboratori e organismi diocesani. Come previsto dal Vaticano, i risultati dell’ispezione non saranno pubblicati immediatamente, ma saranno raccolti in una relazione riservata che sarà inviata alla Santa Sede.
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