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Alemanno resta in carcere: la Cassazione ha respinto il ricorso dei suoi legali

Il legale dell'ex sindaco di Roma ha sostenuto che oggi la Corte europea dei diritti dell'uomo (Cedu) ha comunicato alla difesa il superamento del vaglio di ammissibilità del ricorso che era stato proposto

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L’ex sindaco di Roma, Gianni Alemanno, dovrà rimanere in carcere. I giudici della Cassazione hanno dichiarato inammissibile il ricorso straordinario presentato dalla sua difesa affinché vi fosse la revoca parziale della condanna in relazione all’accusa di abuso d’ufficio, dopo l’abrogazione del reato.

Il già primo cittadino della Capitale si trova in carcere dal 31 dicembre 2024, dove sta scontando una condanna a 1 anno e 10 mesi per traffico di influenze in uno dei filoni dell’inchiesta ‘Mondo di Mezzo’. Il leader del movimento Indipendenza è stato assolto da tutte le altre accuse per cui era imputato.

Precedentemente, Alemanno stava svolgendo una pena alternativa. Privilegio revocato a seguito di una trasgressione. L’ex sindaco aveva avuto la possibilità di scontare la pena attraverso lavori socialmente utili presso la struttura “Solidarietà e Speranza” di suor Paola D’Auria. Il Tribunale di Sorveglianza ha invece interrotto questo rapporto dopo una serie di violazione da esso riscontrato, tra cui false giustificazioni fornite dall’ex ministro e incongruenze su presunte consulenze immobiliari.

La più grave, poi, sarebbe stata quella di aver incontrato in più occasioni Paolo Colosimo, l’ex avvocato condannato a 4 anni e sei mesi per reati legati al caso Fastweb. L’incontro con un pregiudicato, infatti, è vietato dalle regole dell’affidamento.

Le richieste della difesa di Alemanno

Tornando al caso odierno, la difesa di Alemanno aveva presentato una istanza contro la sentenza del gennaio scorso, con cui era stata respinta l’istanza di revoca della sentenza di condanna, emessa dalla Corte di Appello di Roma. L’avvocato dell’ex primo cittadino si è detto “estremamente deluso in considerazione della scelta di non voler affrontare il merito della questione posta relativa al fatto che la condotta originariamente sanzionata dalla Cassazione, l’aver sollecitato l’immediato pagamento, senza attendere il maturare del proprio turno, ad Ama ed Eur Spa di somme pacificamente dovute, non fosse più penalmente rilevante“.

Inoltre, il legale ha sostenuto lo sconcerto aumenterebbe se si considera l’atteggiamento della giurisdizione italiana, visto che oggi la Corte europea dei diritti dell’uomo (Cedu) ha comunicato alla difesa il superamento del vaglio di ammissibilità del ricorso che era stato proposto. “Confidiamo che nell’udienza che verrà a breve fissata sia eliminata la pena per un fatto non piu’ penalmente rilevante con conseguente  immediato ritorno in libertà di Alemanno“, ha concluso con una certa convinzione.

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