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Alberto Trentini torna a parlare: “Torno alla mia vita con amarezza”

“Gli operatori sanitari non sono un bersaglio”. Sono passati quattro mesi esatti dalla liberazione di Alberto Trentini che, tramite un post, ha sottolineato il suo impegno verso chi ne ha più bisogno nonostante la grande sofferenza durata 423 giorni

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Alberto Trentini ha pubblicato il suo primo post esattamente 4 mesi dopo la sualiberazionedal carcere venezuelano di massima sicurezzaEl Rodeopensato per indebolire lo spirito”. Dopo un lungo silenzio è tornato a parlare della sua missione e del suo “impegno incrollabile a servire chi ha più bisogno”.

L’operatore umanitario italiano ha spiegato di essersi trovato “in una dolorosa ironia. Laureato all’Università di Leeds e un master in Ingegneria Idrica, Sanitaria e dei Servizi Igienici, ha dovuto affrontare le stesse condizioni “pericolose” che ha contrastato e cercato di eliminare per gran parte della sua vita professionale.

Alberto Trentini: “Torno alla mia vita con impegno incrollabile a servire chi ha più bisogno”

Spesso è stato domandato ad Alberto Trentini cosa avesse provato in quei 423 giorni, dove è stato prima soggetto a sparizione forzata e poi a detenzione arbitraria. Nonostante tutta la sofferenza, l’operatore ha scritto: “Ho scoperto che la resilienza non è l’assenza di difficoltà, ma il rifiuto di essere definito da essa”. L’operatore sanitario ha poi rimarcato la sua dedizione verso le persone bisognose: “Torno alla mia vita non con amarezza, ma con un impegno incrollabile a servire chi ha più bisogno”.

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La sua esperienza è da lui descritta come un promemoria di come “gli operatori umanitari non sono un bersaglio”, ma sono “attori neutrali in un mondo complesso”. Trentini ha poi scritto: “Prenderci di mira non serve a nulle se non ad approfondire la sofferenza di coloro che assistiamo”. Nonostante la contentezza per la libertà, Alberto Trentini ha dichiarato di avere il cuore pesante per chi è ancora rinchiuso.“Ricordo i loro volti e i loro nomi, e la prova che loro e le loro famiglie continuano a sopportare ogni giorno”, scrive nella conclusione.

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