Èdi nuovo irreperibile Elia del Grande, il 50enne già condannato per il triplice omicidio della propria famiglia.L’uomo non ha fatto rientro nella casa lavoro di Alba, in provincia di Cuneo, dove stava scontando una misura di sicurezza legata alla sua pericolosità sociale. Aveva ottenuto un permesso speciale per le festività pasquali, ma allo scadere del tempo concesso, nel pomeriggio di ieri, non si è presentato, facendo perdere le proprie tracce.
Non si tratta di un episodio isolato.È infattila seconda fuga nel giro di sei mesi.Era lo scorso 30 ottobre, quando Del Grande era scomparso da una struttura analoga nel Modenese. Anche allora aveva fatto perdere le proprie tracce per settimane, fino a essere rintracciato il 12 novembre a Cadrezzate, il suo paese d’origine. In quell’occasione si era nascosto muovendosi prevalentemente di notte, arrivando persino a spostarsi sul lago con un pedalò, nel tentativo di eludere le ricerche.
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L’omicidio per cui era stato condannato
L’allarme è scattato immediatamente dopo il mancato rientro ad Alba. Le forze dell’ordine hanno attivato le ricerche su scala nazionale, con particolare attenzione proprio a Cadrezzate, luogo della vicenda giudiziaria che lo ha reso noto. Qui,il 7 gennaio 1998, Del Grande uccise il padre Enea, la madre Alida e il fratello Enrico, in un contesto familiare segnato da forti contrasti legati alla sua relazione sentimentale.
Per quel triplice omicidio era stato inizialmente condannato all’ergastolo, pena poi ridotta in appello a 30 anni grazie al riconoscimento della semi infermità mentale.Dopo aver scontato 25 anni di detenzione, ha beneficiato delle misure previste dalla legge, ma non ha riottenuto la piena libertà.Le autorità giudiziarie hanno infatti ritenuto che la sua pericolosità sociale fosse ancora attuale, disponendo per lui una misura di sicurezza in una casa lavoro.
I periodi in casa lavoro dopo il carcere
Negli ultimi mesiDel Grande era stato trasferito in Piemonte, dove svolgeva anche attività di volontariato in una mensa per persone in difficoltà.Proprio da lì si è allontanato senza fare ritorno. Una fuga che arriva in un momento delicato anche dal punto di vista giudiziario, lo scorso 26 marzo si era tenuta un’udienza davanti al magistrato di sorveglianza di Torino, chiamato a valutare se concedergli la libertà vigilata oppure prorogare la misura restrittiva per altri sei mesi. I termini attuali sarebbero scaduti il prossimo 13 aprile.
La nuova scomparsa rischia ora di pesare in modo decisivo su quella valutazione.E pone interrogativi più ampi sulla gestione delle misure alternative alla detenzione per soggetti ritenuti ancora pericolosi, soprattutto quando, come in questo caso, episodi analoghi si ripetono a distanza di poco tempo. La priorità ora resta rintracciare il fuggitivo.
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