La notte tra il 30 e il 31 maggio è successo un episodio inaspettato, il giovane giornalistaAdriano Cappellariha annunciato di essere stato vittima di un attentato, in piena campagna elettorale per il referendum. Dopo qualche mese, qualche giorno fa, si è scoperto che in realtàlui era stato artefice del finto attentatoe aveva creato un finto allarmismo.Era il 29 luglio quando la polizia si è accorta che non c’era stato alcun attentatoed oggiil giovane è accusato di incendio, calunnia e simulazione di reato.
A distanza di qualche giornoAdriano Cappellari ha deciso di rompere il silenzio e in una lunga lettera ha raccontato la sua versione dei fatti, cospergendosi il capo di cenere.
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“Sono qui oggi perché sento il dovere di chiedere scusa”,inizia cosìla lettera inviata alla pm Alessia Grennadurante il corso dell’interrogatorio che è durato circa due ore. “Molti mi hanno creduto, mi hanno difeso e hanno sofferto insieme a me. A tutti loro chiedo sinceramente perdono, perché ho tradito la loro fiducia”,ha poi aggiunto.
Quindi la lettera continua:“Non cerco giustificazioni.Quello che è accaduto è grave e ne sono pienamente consapevole.Posso solo dire che, durante un periodo segnato da un clima di forte contrapposizione nel mio paese, in coincidenza con la campagna elettorale, mi sono lasciato sopraffare dalle emozioni, dalla paura e da un profondo disagio personale.Ho perso lucidità e ho compiuto un gesto senza rendermi realmente conto delle conseguenze che avrebbe avuto sulla mia vita e su quella di tante altre persone“.
E quindi conclude: “Oggi sto vivendo un dramma umano che faccio fatica a gestire, anche per la mia giovane età. Ma questo non diminuisce in alcun modo la mia responsabilità. Ho deciso, insieme ai miei difensori, di collaborare pienamente con l’Autorità giudiziaria affinché ogni aspetto della vicenda possa essere chiarito nel modo più completo e nel più breve tempo possibile. Voglio trasformare questo errore in un’occasione per fare qualcosa di utile. Per questoho espresso la mia disponibilità a mettermi al servizio di don Patriciello e delle iniziative che vorrà indicarmi, nella speranza di poter dare un piccolo contributo concreto a favore della legalità e di chi vive situazioni difficili.So bene che questo non cancellerà quanto è accaduto, ma desidero che il mio impegno possa rappresentare un primo passo per cercare di riparare, almeno in parte, al danno che ho causato”.
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