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Addio a Carlo Ginzburg, il grande storico morto a 87 anni

Nella sua lunga carriera, si è occupato in particolare di ricerca sulla stregoneria, di persecuzioni, di eresie e della cultura popolare del Medioevo e dell'Età Moderna. I suoi libri sono stati tradotti in una trentina di lingue ed è stato insignito di 19 lauree honoris causa

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Lutto nel mondo accademico. Si è spento nella notte appena trascorsa, a 87 anni, lo storicoCarlo Ginzburg, uno dei più famosi al mondo, con libri tradotti in una trentina di lingue. Nella sua lunga carriera, si è occupato in particolare di ricerca sullastregoneria, di persecuzioni, dieresiee della cultura popolare del Medioevo e dell’Età Moderna. Professore emerito alla Scuola Normale di Pisa, ha insegnato anche all’università di Bologna e negli atenei americani di Harvard, Yale, Princeton e California.

Chi era Carlo Ginzburg

Nato a Torino il 15 aprile del 1939, era figlio dell’intellettuale antifascistaLeone Ginzburg, morto in carcere a Roma nel 1944 per le torture subite, e della scrittriceNatalia Ginzburg, figlia dello scienziato Giuseppe Levi. La sua carriera accademica iniziò nel 1966 quando, ventisettene e fresco di una laurea in storia alla Normale di Pisa, pubblicò un saggio destinato a divenire un piccolo classico,I Benandanti.

La sua produzione letteraria non si è ovviamente fermata lì e Ginzburg negli anni è stato autore di opere fondamentali comeIl formaggio e i vermi, “Miti emblemi spie“, “Storia notturna“, “Il giudice e lo storico“, “Occhiacci di legno” e “Il filo e le tracce”. Nel corso degli anni, lo storico ha sempre affrontato unamoltitudine di temi, spaziando dalla storia delle mentalità alla storia dell’arte, dalla filosofia politica al metodo storico.

I traguardi accademici

Tra le sue opere spicca anche “Indagini su Piero. Il ‘Battesimo’, il ciclo di Arezzo, La ‘Flagellazion’ di Urbino” nel 1981, in cui propose diconfutaresulla base di elementi esterni, legati a committenti e iconografia, la data precoce – avanzata da uno dei maggiori storici dell’arte del ‘900,Roberto Longhi– di un’opera capitale come la“Flagellazione” di Piero della Francesca.

I libri di Ginzburg sono stati tradotti in una trentina di lingue e gli sono valsi numerosi riconoscimenti internazionali. Ha ricevuto l’Aby-Warburg-Preis (1992), ilpremio Feltrinelli per le scienze storiche dell’Accademia dei Lincei(2005), l’Humboldt-Forschungspreis (2008), il premio Balzan per la storia d’Europa (2010), il premio èStoria (2019), il premio Tomasi di Lampedusa (2019), il premio Francesco De Sanctis alla carriera (2019). È stato inoltre insignito di19 lauree honoris causaed era membro di varie accademie.

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