Giornatatragica sulle montagne italiane. È diquattro mortiil bilancio di tre incidenti in alta montagna avvenuti oggi sulMonte Biancoe sul Cervino, in Valle d’Aosta. A questi si sommano itre alpinisti deceduti ieri sulla parete nord del Gran Paradiso, per un drammatico totale di7 morti in 24 oresulle Alpi Nord-occidentali.
L’incidente più grave è avvenuto sul versante francese del Monte Bianco
L’incidente più grave si è verificato sulla cresta Kuffnerdel Mont-Maudit (4.465 metri), nel versante francese del Monte Bianco. Due alpinisti erano intenti a scalare quando hanno perso la vita per cause ancora da accertare. L’intervento di recupero dei loro corpi è stato coordinato dalle autorità del soccorso alpino d’oltralpe ed essi sono stati affidati alla gendarmerie, che ora dovrà chiarire la dinamica dell’incidente e procedere all’identificazione.
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Due incidenti sul Cervino e sul ghiacciaio della Brenva
Gli altri due incidenti della giornata odierna si sono verificati sul Monte Cervino e sul ghiacciaio della Brenva, sempre sulMonte Bianco. Nel primo caso, un alpinista è stato vistoprecipitarein territorio italiano da alcune persone che, non distanti da lui, erano impegnate nell’ascensione. Sul posto sono intervenuti i soccorritori svizzeri diAir Zermatt, in contatto con la Cus e il Soccorso Alpino Valdostano. La sala è stata trasportata aCerviniae le operazioni di riconoscimento sono state affidato al Soccorso Alpino della Guardia di Finanza. Anche il compagno di cordata, rimastoilleso ma sotto choc, è stato recuperato.
Nel secondo caso, è intervenuto ilPghm francesein elicottero, ma anche qui la vittima dell’incidente èdeceduta. La salma è stata trasferita a Courmayeur, con le operazioni di riconoscimento in corso di svolgimento da parte del soccorso alpino della Guardia di Finanza di Entrèves.
Ieri tra alpinisti morti sul Gran Paradiso
Ieri, altri tre alpinisti residenti in Trentino hanno perso la vita sulla parete nord del Gran Paradiso. Si tratta diAntonio Sardano, 49 anni, Sergio Martinelli, di 29, e Michael Zenatti, di 39, che erano partiti in direzione della cima dopo aver passato la notte presso ilrifugio Federico Chabod, in Valsavarenche, a 2.750 metri di quota. È stato proprio il gestore della baita a dare l’allarme alla centrale unica di Aosta poco dopo le 19.30,non avendoli visti tornare. Grazie ad un localizzatore Gps attivato da uno degli alpinisti, i corpi sono stati individuati a una quota di circa 3.600 metri.
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