Antichi Telai 1894

Tempesta geomagnetica: le conseguenze sulla Terra

Dopo le esplosioni del Sole il centro tedesco Helmholtz registra intensità G3. Si temono conseguenze per satelliti, comunicazioni e GPS

4 Min di lettura

Dopo un’espulsione coronaria da parte del Sole, oggi è in attosulla Terraunatempesta geomagnetica. L’evento ha colpito il nostro pianeta in anticipo rispetto alle stime del della NOAA, l’agenzia statunitense per la meteorologia spaziale, raggiungendoci alle 19:30 (ora italiana) del 15 aprile.

Il primo impatto ha innescato una tempesta di lieve intensità, tra le classi G1 e G2. La seconda ondata arriverà a breve e potrebbe intensificarsi fino a una tempesta di classe G3, ossia moderatamente forte. Probabilmente, una tempesta di classe G1 persisterà fino alla giornata del 17 aprile.

Eppuresecondo il centro tedesco Helmholtz(GFZ), l’intensità G3 è già stata raggiunta, con due picchi rilevati rispettivamente tra le 19:00 e le 19:30 e tra le 22:00 e le 23:00 del 15 aprile, arrivando a un indice K di 7 (su un massimo di 9).

Le conseguenze della tempesta magnetica

Tra glieffettievidenziati dalla Noaa troviamo la modificazione della propagazione delle onde radio, che poterebbeproblemi alle comunicazioniradio e dei satelliti GPS. In secondo luogo,problemi ai sistemi energeticie possibili blackout elettricia causa correnti geomagnetiche indotte a livello del suolo nei lunghi conduttori elettrici. Questo problema riguarderebbe in particolare i Paesi ad alte latitudini.

Seguonoriduzione della funzionalità dei satellitiper accumulo di carica elettrica, in quanto aumenterebbe la resistenza dell’aria e potrebbe far precipitare i veicoli spaziali.

Infine, troviamoanomalie nel comportamento migratorio degli animaliche sfruttano la magnetoricezione per spostarsi, come api, salmoni, tartarughe, balene e pipistrelli, e la presenza difenomeni aurorali a latitudini inusuali.

Cos’è un’espulsione di massa coronale

Le espulsione di massa coronale sonoenormi esplosioni di plasma e campi magnetici sulla coronadel Sole. Quest’ultima è la parte più esterna dell’atmosfera della stella edè in grado di liberare miliardi di tonnellate di materialesolare nello spazio, a velocità che toccano i milioni di chilometri orari.

Le esplosioni sono eventi talmente potenti da essereparagonabili all’esplosione simultanea di centinaia di migliaia o addirittura milioni di bombe atomichedi Hiroshima. In genere le espulsioni di massa coronale sono associate a violenti brillamenti o eruzioni solari di classe M o X, ma non sempre questi fenomeni si verificano contemporaneamente.

Ma perché gli effetti del fenomeno arrivano in ritardo sul nostro pianeta? La distanza tra la Terra e il Sole è pari a 1 Unità Astronomica, cioè circa 150 milioni di chilometri. A causa della grande lontananza, il flusso di particelle espulso dal Sole può impiegare anche 2 o 3 giorni per colpire il campo magnetico terrestre (magnetosfera).

La classificazione del fenomeno

IlGfzmisura l’intensità delle tempeste geomagnetiche attraverso un sistema di classificazione differente rispetto a quello americano. Il centro tedesco si basa sull’indice K, che comprende valori tra 0 e 9. Perla Noaa, invece, i fenomeni sono classificati incinque classidi intensità crescente, da tempeste minori (G1) a estreme (G5).

Una tempesta solare estrema però è già avvenuta nella storia recente della Terra: l’evento di Carrington, verificatosi dal 28 agosto e al 2 settembre 1859. Questo fenomeno provocò gravi conseguenze sul telegrafo, causandone la sospensione per 14 ore, e produsse aurore boreali in luoghi insoliti: Roma, Giamaica, Hawaii e Cuba.

© Riproduzione riservata

Condividi questo Articolo

Avvertenza legale sulle immagini

Alcune delle immagini pubblicate all’interno di questa testata giornalistica sono tratte da fonti online liberamente accessibili. Tali immagini non sono in alcun modo utilizzate per finalità commerciali e i relativi diritti restano di esclusiva titolarità dei rispettivi aventi diritto.

Nonostante le verifiche preventive effettuate dagli autori (incluse, a titolo esemplificativo, l’analisi di metadati, Exif, watermark, loghi o altri segni distintivi), qualora la pubblicazione di un contenuto grafico dovesse risultare lesiva di diritti di proprietà intellettuale o di altri diritti soggettivi, la redazione, su richiesta del titolare, si impegna a rimuoverlo immediatamente o, ove richiesto, a indicarne correttamente l’attribuzione.

Eventuali segnalazioni possono essere inoltrate all’indirizzo e-mail:proprietaintellettuale@ildifforme.it.

In caso di accertata violazione, la redazione adotterà senza indugio ogni misura necessaria alla cessazione della stessa.