Stop alle microplastiche, l’Unione europea dichiara guerra a scrub e glitter

Gli obiettivi che l'Unione europea deve centrare entro il 2030 sono chiari: bisogna ridurre le microplastiche almeno del 30%

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Ufficiale, la commissione europea ha dichiarato guerra a scrub e glitter e a tutti quei prodotti che contengono in gran quantità le microplastiche, materiali altamente dannosi per l’ambiente. L’obiettivo delle nuove misure portate avanti dall’Europa è quello di limitare l’aggiunta intenzionale di microplastiche a prodotti disciplinati dalla legislazione Reach dell’Unione europea sulle sostanze chimiche.

Tra 18 giorni prodotti come scrub, saponi, dentifrici, glitter, giocattoli, medicinali, ma anche il materiale che serve a realizzare i campi sportivi sintetici, saranno messi al bando oppure le case costruttrici saranno costrette a rivoluzionarne totalmente la formula. Ma non per tutti i prodotti sarà così, in altri casi il divieto di vendita sarà applicato dopo un periodo più lungo, per dare ai portatori di interessi il tempo di sviluppare e adottare alternative. L’obiettivo comunque resta la riduzione sensibile delle emissioni di microplastiche intenzionali dal maggior numero possibile di prodotti.

Cosa sono le microplastiche

Con queste nuove norme, che impediranno il rilascio nell’ambiente di circa mezzo milione di tonnellate di microplastiche, sarà vietata la vendita di tali materiali per favorire la tutela di un ambiente sempre più danneggiato dalle loro dispersioni.

Ma cosa sarebbero queste microplastiche? Sono delle particelle di polimeri sintetici inferiori a cinque millimetri. Possono essere sia organiche e sia insolubili e resistenti alla degradazione.

I rischi per l’ambiente

A confermare il degrado ambientale collegato alla dispersione delle microplastiche è stata la stessa Agenzia europea per le sostanze chimiche (Echa). L’Agenzia ha notato quanto queste sostanze siano dannose quando sono rilasciate in maniera incontrollata nell’ambiente. Partendo dalle prove arrivate dall’Echa, la Commissione ha elaborato una proposta di restrizione ai sensi del regolamento Reach, adottata dopo l’approvazione degli Stati membri dell’UE, del Parlamento europeo e del Consiglio.

I prodotti che contengono i polimeri dannosi

Tanti, tantissimi sono i prodotti che contengono microplastiche, specialmente quelli usati dalle donne come trucchi, scrubs e glitter. Nei cosmetici queste particelle di polimeri sintetici servono per l’esfoliazione (micrograni) o l’ottenimento di una specifica consistenza, fragranza o colore. Sono inoltre presenti in molti detergenti, ammorbidenti per tessuti, glitter.

Si trovano poi, spostandoci ad altri settori di mercato, nel materiale granulare da intaso utilizzato per le superfici sportive artificiali, che, tra l’altro, costituisce la principale fonte di microplastiche utilizzate intenzionalmente nell’ambiente. Infine, nella lunga lista, troviamo anche i fertilizzanti, prodotti fitosanitari, giocattoli, medicinali e dispositivi medici e moltissimi altri oggetti.

Gli obiettivi da centrare entro il 2030

Negli obiettivi che entro il 2030 la Commissione europea deve raggiungere, come ribadito nel Green Deal europeo, rientra quindi a pieno titolo la lotta contro l’inquinamento da microplastiche, delle quali è prevista una riduzione minima del 30%.

Nell’ambito di questi sforzi la Commissione sta lavorando anche sulla riduzione in generale dei rifiuti e rifiuti in plastica, rilasci accidentali e non intenzionali – ad esempio perdita di pellet di plastica, degrado di pneumatici o rilascio da indumenti -, oltre agli usi intenzionali nei prodotti.

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