Burocrazia, regolamenti troppo stringenti e allarmismo. Sono questi i tre elementi che minano il percorso di ritorno dell’energia nuclearein Italia. L’amministratore delegato diSogin(Società gestione impianti nucleari),Gian Luca Artizzu, lo ha ribadito nel corso dell’evento “Stati generali dell’energia di Forza Italia“, svoltosi oggi nella Sala della Regina della Camera dei deputati. Un momento cruciale per ribadire l’importanza dell’inserimento di questa specifica fonte nelmix energetico italiano, che necessita di essere rafforzato per diminuire il caro bollette e rispondere alla sempre più crescente domanda energetica.
Proprio con questi obiettivi, lo scorso febbraio il Consiglio dei ministri ha approvato undisegno di legge delegafinalizzato a disciplinare la produzione di energia attraverso i nuovi moduli, a proseguire con lo smantellamento delle vecchie centrali e gestire i rifiuti e il combustile esaurito. In un momento storico e politico in cui l’Italia si sta riorganizzando con l’obiettivo di riattivare la produzionedi questo tipo di fonte, risulta quindi sempre più centrale il tema della corretta informazione.
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Ai microfoni deIl Difforme,Artizzuha affrontato un argomento al momento non ancora adeguatamente affrontato nel nostro Paese. “L’Italia soffre una iper regolamentazione del nucleare“, ha dichiarato l’Ad di Sogin, chiarendo che l’eccessiva presenza di norme provoca un rallentamento e troppo spesso un blocco dei progetti e di conseguenza degli investitori. Si tratta di un fenomeno che non è presente solamente in Italia, ma che riguarda una buona parte del panorama europeo.
La sua pericolosità è comunque evidente. “Si rischia di vietare qualsiasi cosaoppure consentirla a condizioni talmente difficili da renderle anti-economica“, ha osservato l’amministratore delegato, ricordando che anche per questi fattori la realizzazione dei reattori nucleari di nuova generazione è stimata con tempistiche così lunghe. “Se si vuole fare il nuovo nucleare bisogna superare questa impostazione“, ha continuato, indicando negliStati Unitidi Donald Trump unPaese da cui prendere ispirazionein questo senso.
Gli Usa hanno infatti istituito unacommissione per la regolamentazione del nucleareche presuppone innanzitutto una riforma di tipo culturale e organizzativo. Un tentativo di trasformare queste fonti in un elemento di cui la popolazione non ha timore, puntando sugli aspetti positivi che questi portano con sé. In un momento storico in cui gli sviluppi tecnologici, e in particolare l’Intelligenza Artificiale, richiedono un apporto maggiore di energia, il nucleare sembra ormai una scelta quasi obbligata.
“La commissione statunitense dovrà dare conto di ciò che fa, evitando di vietare per questioni di sicurezza, ma agendo al fine diconsentire a tutti di godere di questa fonte sicura, a lungo periodo de-carbonizzata e pulita“, ha chiarito Gian Luca Artizzu, sottolineando che questa procederà anche attraverso tempi prestabiliti per le autorizzazioni, al fine di evitare ritardi. “In Europa tutto ciò è ancora impensabile“, ha riconosciuto, evidenziando però la necessità di dare spazio a “riflessioni profonde” su questo tema, al fine di giungere all’emissione di una “regolamentazione nazionale“.
Questa, secondo l’amministratore delegato, potrebbe essere basata sui passi in avanti compiuti già da altreindustrycome nel caso dell’aeronautica “che è riuscita addirittura a fare delle regolamentazioni a livello mondiale“, come da lui stesso sottolineato. L’eventualelegge delegasul nucleare permetterà di affrontare proprio questo tema,aprendo canali di comunicazione con altre Nazionisui temi dell’omologazione degli impianti e per la stesura di principi con cui condurli. Un obiettivo che per l’Italia è raggiungibile, con i corretti accorgimenti, e che potrebbe essere reso ancora più efficiente e redditizio se accompagnato con una presa di consapevolezza da parte dello Stato sulle sue stesse norme.
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