Il ritorno delnuclearein Italia sembra sempre più una certezza. Un mix energetico sostenibile sia a livello ambientale che economico è ormai una prerogativa non più ignorabile, anche in considerazione della necessità di riportare le industrie e le aziende italiane ai passati livelli di competitività mondiale. L’Italia si prepara quindi a sfruttare a suo favore ogni piccolo passo in avanti che si compie in questo specifico e delicato campo.
A chiarire alcune delle novità più importanti è proprioGian Luca Artizzu, amministratore delegato diSogin, ovvero la Società gestione impianti nucleari italiani. “La situazione ad oggi non è cambiata, per fortuna, e quindi ilnucleare è a tutti gli effetti all’interno della nomenclatura Europea come energia sostenibile, soprattutto decarbonizzata e che produce energia senza inquinanti“, ha sostenuto oggi a margine dell’evento “Sfide ambientali e competitività: gli strumenti di Ispra per imprese, finanza e mondo assicurativo”, a Roma.
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Proprio questa classificazione, dunque, rappresenta per il nostro Paese e per tutta l’Europa un’opportunitàfondamentaleper raggiungere livelli di decarbonizzazione e di eccellenza come in questo momento ha soltanto la Francia, ovvero una Nazione che non ha mai smesso di investire nel nucleare. “Non si tratta però solo di decarbonizzazione“, ha continuato Artizzu, ricordando che un costo minore dell’energia rappresenta la possibilità di tornare ad essere competitivi.
“Oggi serve che le aziende si dotino di processi produttivi sempre decarbonizzati, in modo che anche la filiera dei loro prodotti possa vantare questa caratteristica ed essere sempre all’interno di tutti i mercati che richiedono questa specificità“, ha concluso l’Ad di Sogin, mettendo in luce come l’Europa debba iniziare ad accelerare su questi fronti, al fine di non rimanere esclusa da significativi processi di sviluppo ed evoluzione anche di tipo commerciale.
“Fare una centrale nucleare significa investire nel lungo periodo, si tratta di strutture che se adottate consentiranno di affrontare in maniera adeguata la transizione energetica in atto“, ha spiegato ancora Gian Luca Artizzu, ricordando la sempre più pressante necessità di collegare tra loro le varie imprese, al fine di garantire che l’intero ecosistema industriale sia effettivamente “solido e provvisto di una valida reputazione“.
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