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Clima, allarme temperature medie globali in aumento di 2,4 gradi

La domanda dei combustibili fossili è troppo alta e non sarà possibile limitare il riscaldamento globale a solo 1,5 gradi, secondo gli Accordi di Parigi

3 Min di lettura

I datiraccolti dall’Agenzia internazionale per l’energia (Iea) nel nuovoWorld Energy Outlooknon sono rincuoranti. Lepercentuali di emissioni di combustibili fossilisono, infatti,troppo alteper poter rispettare gli standard dell’Accordo di Parigi e l’obiettivo di mantenere ilriscaldamento globalea 1,5 gradi non sembra più raggiungibile.

Un altro duro colpo per il nostro Pianeta che continua a subire i danni delle emissioni fossili e che ci ripaga con il continuo aumentare delle temperature in tutto il globo.

Estremi climatici
Estremi climatici

Clima, i 4 punti del World Energy Outlook

I punti chiave del report sono 4e riguardano l’utilizzo dellefonti rinnovabili, cheentro il 2030 dovranno rappresentare l’80% della nuova potenza elettrica. Un obiettivo raggiungibile grazie all’aumento delle capacità rinnovabile globale, che entro il 2030 dovrà essere triplicato, grazie al raddoppio del tasso di miglioramento dell’efficienza energetica e alla riduzione del 75% delle emissioni di metano prodotte dalle attività dei combustibili fossili.

Un quadro ben delineato che però stona con i dati attuali che segnano un aumento delle emissioni fossili tale da preoccupare gli esperti. Il rapporto del World Energy Outlook, però, sottolinea che “raggiungere l’obiettivo del riscaldamento globale a 1,5 gradi rimane possibile ma molto difficile”, parole che danno speranza ma allo stesso tempo avvertono sui pericoli a cui stiamo andando incontro: “Nonostante l’impressionante crescita delle energie pulite basata sulle attuali impostazioni politiche, leemissioni globalirimarrebbesufficientemente alte da far aumentare le temperature medie globali di circa 2,4 gradiin questo secolo”. Un aumento impressionante che supererebbe di gran lunga la soglia stabilita dall’Accordo di Parigi.

Clima, il ruolo dei conflitti in Ucraina e Medio Oriente

Cambiamento climatico

Non sono da sottovalutarele guerre nate in Ucraina e Medio Orientechepotrebbero destabilizzare i mercati energetici mondiali. Il 67% delle riserve mondiali di greggio si trovano nelle zone mediorientali e a causa dell’instabilità di questi territoriinvestire sul fossile saràsempremeno sicuro. Tale instabilità potrebbe essere di aiuto per il passaggio alle fonti rinnovabili.

Il World Energy Outlook, inoltre, evidenzia come i mercati del gas naturale siano stati dominati dalle impennate dei prezzi causate dal taglio delle forniture all’Europa operata dalla Russia. Manel 2025 è previsto un aumento di nuovi progetti di gas naturale liquefatto che ridurrà i prezzi degli approvvigionamenti del gasma che allo stesso tempo creerà un eccesso di offerta. Ciò limiterà le opportunità russe di aumentare il numero dei propri clienti.

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