Una nuova emergenza roghi sta colpendo duramente il Canada, conoltre 170 roghiattivi nelle regioni centrali e occidentali del Paese. Almeno la metà dei fronti è attualmente fuori controllo, in quella che si prevede essere una stagione degli incendi iniziata con largo anticipo.
Il Canada si trova quindi ad affrontare un nuovo capitolo della crisi climatica a meno di un anno dalla peggiore stagione di roghi boschivi mai registrata nella sua storia. Nel 2023 i roghi hanno bruciato oltre 4.500 ettari di foreste. L’attuale emergenza, iniziata con largo anticipo, lascia presagire un’altra stagione difficile, con gravi conseguenze ambientali e umanitarie.
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Cosa sta succedendo in Canada
A causa dei roghi, le province diManitoba e Saskatchewanhanno già dichiarato lostato di emergenza. SecondoEnvironment Canada,l’allertaper il rischio incendi ha raggiunto illivello massimo anche in Alberta, Ontario e nei Territori del Nord-Ovest.
Le autorità canadesi stanno lavorando senza sosta per evacuare le aree più colpite, ma la portata dell’emergenza è imponente:solo nel Manitoba sono circa 17mila le persone soggette a evacuazione obbligatoria, tra cui gli abitanti di Flin Flon e di diverse comunità delle Prime Nazioni come Pimicikamak, Cross Lake e Pukatawagan.
APukatawagan, nota anche come Mathias Colomb, circa2mila residenti risultano isolati da giovedì, dopo che l’aeroporto locale è stato costretto a chiudere a causa della scarsa visibilità provocata dal fumo. “Siamo disperati. La situazione sta diventando più difficile“, ha dichiarato allaCbcil capo delle Prime Nazioni, Gordie Bear.
Allo stesso tempo, la nube di fumo generata dagli incendi minaccia diattraversare il confine con gli Stati Uniti. I modelli previsionali mostrano che, nel fine settimana, ilfumo potrebbe raggiungerele aree dei Grandi Laghi, coinvolgendocittà come Green Bay, Milwaukee, Chicago e Detroit, con possibili ricadute sulla qualità dell’aria.
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